Tempo di scomporre l’impossibile in piccole manciate di possibilità

tempo di scomporre l'impossibile
Credits L'Angolo di Lilith

“Sin da bambino sono sempre stato affascinato dalla costruzione delle piramidi d’Egitto. Sapevo che erano fatte di enormi blocchi di pietra troppo pesanti perché io potessi spostarli. Un pezzetto di blocco, però, una piccola pietra, potrei tenerla fra le mani.

E potrei vedere che quella pietra è composta di granelli di sabbia, no? E su una manciata di sabbia posso imporre la mia volontà … o sbaglio? E quelle briciole posso spostarle come voglio, di esse posso disporre come meglio credo. Posso persino soffiarle via e farle volare!

Da allora, ogni qualvolta davanti a me si presenta un compito titanico, non sto a rimuginare sulla sua enormità, ma mi metto subito a scomporlo in minuscole parti così da rendere fattibile il mio obiettivo. (Sulla fune si tratta di un’operazione inevitabile, perchè avanzare un passo alla volta è una necessità!)

In questo modo l’impossibile diventa niente più che una formidabile collezione di piccole manciate di possibilità, una sequenza di passi, pezzi di un puzzle in attesa dell’assemblaggio.

E così non ti schiaccia, ma anzi è una promessa di gioia!”


Philippe Petit, Creatività

 

Quante volte ci spaventa iniziare un compito, perché ci lasciamo sopraffare dalla sua grandezza! Quante sequoie sarebbero state abbattute, e quante balene sarebbero morte, se scoraggiati dall’ardua impresa, Julia Butterfly Hill non avesse vissuto per 2 anni su una sequoia (storia bellissima, ve la racconteremo nei dettagli!) o i volontari di greenpeace non si fossero battuti con tutte le loro forze.

 

Salvare il mondo, camminare tra le torri gemelle nel 1974 (quello che fece Philippe Petit), costruire le piramidi, salvare le foreste dalla deforestazione, proteggere gli oceani dai disastri causati dalle Sette Sorelle, cambiare città e ricominciare una nuova vita, lottare contro il caporalato, proteggere l’ambiente, porre fine all’apartheid, …, sono imprese titaniche. Impossibili da realizzare, se guardate nella loro interezza.

 

Eppure, questa prima impressione non può e non deve scoraggiarci dall’intraprenderle.

Bisogna crederci. E lottare per realizzare le imprese, anche le più complicate.

 

E’ tempo di scomporre le enormi rocce in granelli di sabbia. E’ tempo di realizzare imprese partendo da piccole azioni. Tempo di non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà e di credere che l’impossibile non è altro che una formidabile collezione di piccole manciate di possibilità.

Non vedi come avanza la desertificazione? Come si sciolgono i ghiacciai? E come le foreste spariscono fagocitate dal cemento? E che dire dei fiumi a secco, dei pesci che muoiono perché continuiamo a scaricare nei corsi d’acqua? Per non parlare delle montagne di rifiuti che cambiano la geografia della nostra mente e di quelle montagne di rifiuti tossici che ci vengono sotterrate dietro casa nel silenzio più assoluto.

 

Tempo di fare quel passo, e di agire. Di intraprendere una piccola azione di cambiamento.

 

E allora, differenziamo, boicottiamo, scegliamo-produciamo-compriamo consapevolmente, attiviamoci civilmente, salviamo le sequoie dall’essere abbattute, autoproduciamo, facciamo l’orto, viviamo la permacultura, usiamo la coppetta, riduciamo i nostri rifiuti, ..

 

Facciamo un piccolo gioco

Prova a pensare: qual è la tua preoccupazione per il Pianeta Terra?

Prenditi 30 secondi, e pensaci.

 

(1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16,17,18,19,20,21,22,23,24,25,26,27,28,29,30)

 

Quale semplice e piccola azione di cambiamento potresti intraprendere quotidianamente per ridurre il tuo impatto sul problema?

Prenditi 30 secondi, e pensaci.

Individua 2 azioni e prova ad attuarle quotidianamente, fino a che diventeranno un’abitudine.

 

(1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16,17,18,19,20,21,22,23,24,25,26,27,28,29,30)

 

 

Una delle nostre preoccupazioni al momento è legata all’enorme quantità di rifiuti che produciamo.

Le nostre 2 azioni sono:

(i) autoprodurre il latte di avena e/ di mandorle

(ii) bere acqua in bottiglie di vetro con vuoto a rendere o dal rubinetto, o riempita alle fontane pubbliche.

 

Con queste 2 semplici azioni, la quantità di plastica prodotta in casa, si riduce drasticamente!

 

E allora, quali sono le tue azioni, i tuoi granelli di sabbia, le tue manciate di possibilità?

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